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Misure di profilassi nei contatti di un caso di morbillo: ecco cosa fare

 

Carrara, 3 maggio 2017 E' recente la notizia che ha visto alcuni nostri concittadini ricoverati per complicazioni da morbillo e che ha creato preoccupazione nella comunità.

Purtroppo quello del morbillo è un ritorno annunciato ed è, come noto, dovuto ad un abbassamento della vaccinazione di massa.
Dall'U.O. di Igiene pubblica, la dr.ssa Giuseppina Ghiselli, responsabile del Servizio e la dr.ssa Rosa Luzzoli, invitano i cittadini a mettere in atto, in caso di contagio, alcune buone pratiche per contenere l'epidemia.

Ecco quali sono i provvedimenti da adottare nei confronti dei conviventi e dei contatti del caso:

Se si verifica un caso in una comunità chiusa (ad es. comunità scolastica, ospedale, famiglia, colonia, etc), è fondamentale adottare i seguenti provvedimenti:

  • le persone che non hanno contratto il morbillo, non sono mai state vaccinate per la malattia o che comunque non ricordano, devono effettuare la vaccinazione anche se trascorse più di 72 ore dall’esposizione, in modo da recuperare i suscettibili eventualmente non contagiati. La vaccinazione può essere fatta direttamente contattando il pediatra (se si tratta di un minore) o presso gli ambulatori dei presidi distrettuali per tutti gli altri (previo appuntamento telefonico al CUP 848800920)

  • nelle persone che hanno effettuato una sola dose di vaccino è raccomandata l’esecuzione di una seconda dose, poiché una dose singola non dà sempre garanzia di protezione; la seconda dose deve essere fatta subito purché sia trascorso almeno un mese dalla prima;

  • i bambini di età inferiore ai sei mesi, le donne in gravidanza suscettibili e gli immunodepressi NON possono ricevere la vaccinazione, pertanto devono essere trattati, se contatti di caso, entro 6 giorni dall’esposizione, con le immunoglobuline standard;

  • chi ricorda di aver contratto sicuramente la malattia e chi ha completato il ciclo vaccinale di due dosi, è considerato protetto, pertanto non deve prendere alcun provvedimento.

 Le persone che ricevono il vaccino MPR o le IgG come profilassi post-esposizione devono essere monitorate per l’eventuale comparsa di segni e sintomi compatibili con il morbillo per almeno un periodo corrispondente a quello di incubazione della malattia.

 Ricordiamo che il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae) e attualmente la fascia di età più colpita è quella tra 30 e 40 anni; presenta un’incubazione di circa 10 giorni e si manifesta principalmente con un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina. Dura tra i 10 e i 20 giorni. I primi sintomi sono simili a quelli di un raffreddore (tosse secca, naso che cola, congiuntivite) con una febbre che diventa sempre più alta. Successivamente appaiono dei puntini bianchi all’interno della bocca (enantema). Dopo 3-4 giorni, appare l’eruzione cutanea caratteristica (esantema), composta di piccoli punti rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso, e poi su tutto il resto del corpo. L’eruzione dura da 4 a 7 giorni, l’esantema scompare a cominciare dal collo. A volte, rimane una desquamazione della pelle per qualche giorno. Le complicazioni sono relativamente rare e dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più frequentemente nel soggetto adulto, nei neonati, nelle donne in gravidanza suscettibili, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

Il virus del morbillo contratto in gravidanza può aumentare il rischio di aborto e prematurità, mentre non sono documentati casi di malformazioni congenite. Si possono avere forme di “morbillo congenito” quando l’esantema è presente alla nascita o compare nei primi 10 giorni di vita.

La vaccinazione in gravidanza non può essere effettuata trattandosi di vaccino contenente virus vivo attenuato.

 Le fasi della malattia:

Trasmissione: tramite le secrezioni nasali e faringee, probabilmente per via aerea tramite le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando il malato tossisce o starnutisce.

 Incubazione: il periodo di incubazione va da 7 a 18 giorni (in media10 giorni), inizia all’entrata del virus nell’organismo e finisce all’insorgenza della febbre.

Contagiosità: inizia 5 giorni prima e si protrae fino a 4 giorni dopo l’eruzione cutanea; è massima tre giorni prima, quando si ha la febbre. Il morbillo è una delle malattie più trasmissibili.

 Rischio di diffusione: molto alto. Generalmente la presenza di un caso in una comunità porta all’infezione di tutti i soggetti suscettibili.

 

 

 

 

 

(rv)