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Ospedale Versilia: biopsie mirate grazie ad un moderno ecografo donato dalla Fondazione CRL all'Urologia

VERSILIA, 14 marzo 2019 –  Viene già utilizzato dallo scorso mese di settembre 2018, all'interno della struttura di Urologia dell'ospedale “Versilia”, il moderno ecografo donato al reparto diretto da Massimo Cecchi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Si tratta di un macchinario di ultima generazione dotato di un software molto sofisticato che permette di attuare al “Versilia” la fusion biopsy, una nuova tecnica che rappresenta un significativo passo in avanti nella diagnosi del trattamento prostatico e che viene utilizzata in poche realtà a livello nazionale. La fusion biopsy agisce in combinazione con un ecografo in 3D ed è in grado di integrare le immagini della risonanza magnetica con quelle ecografiche. Grazie alla tecnologia viene infatti simulato il tragitto della biopsia, che può essere modificato all’occorrenza, con la registrazione di ogni ogni singolo step. La zona segnalata dalla risonanza magnetica come la più sospetta, inoltre, dopo la fusione di immagine con l’ecografia, compare come un bersaglio nell’immagine ricostruita in 3D. L’operatore può così indirizzarsi verso il punto preciso da esaminare, senza colpire altre zone.

“Questa metodica – evidenzia Massimo Cecchi, che è anche direttore dell'area aziendale delle specialistiche chirurgiche – permette di effettuare delle biopsie mirate e quindi di ricostruire con precisione la localizzazione ed il volume del tumore. Certo, è necessario che nella struttura di Urologia ci siano ecografisti in grado di eseguire questo tipo di esame e da questo punto di vista il dottor Carlo Alberto Sepich in particolare è già molto esperto di questa tecnica; inoltre è fondamentale la collaborazione con la Radiologia ed in questo ambito possiamo contare sulla professionalità del dottor Carlo Tessa, responsabile della sezione di Risonanza magnetica della nostra Radiologia. Grazie a questo macchinario che ci ha donato la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ogni settimana siamo in grado di usare la fusion biopsy per casi selezionati”.

Il nuovo ecografo, che (compreso di software) è costato 200mila euro, utilizza tecnologie innovative e consente di aumentare ulteriormente la qualità dei servizi forniti dalla struttura di Urologia e dall'ospedale Versilia in un ambito delicato ed importante come quello della diagnosi di tumore alla prostata.

In allegato una FOTO del macchinario: presenti da sinistra Carlo Alberto Sepich, Flaviana Landi (responsabile della direzione sanitaria di presidio) e Massimo Cecchi.


(sdg)

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