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Azienda Usl Toscana nord ovest

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Zona Apuana: un incontro con le associazioni sul progetto di vita della persona disabile

Carrara, 13 settembre 2018 - Il Progetto di vita della persona disabile. Questo l’interessante argomento trattato dal direttore dei Servizi Sociali dell’Azienda USL Toscana nord ovest Laura Brizzi, durante un incontro organizzato dalla Zona Apuana diretta da Monica Guglielmi.

Nel corso dell’iniziativa, alle associazioni ed ai rappresentanti dei disabili presenti, la dottoressa Brizzi ha illustrato, in particolare,  il contenuto della delibera regionale 1449 del 2017 che istituisce il percorso di attuazione del modello regionale di presa in carico della persona con disabilità. Sono numerose le novità introdotte dalla delibera. La disabilità, infatti, non è più considerata come una riduzione delle capacità funzionali, ma è oggetto di una analisi più complessa che tiene conto anche delle condizioni di salute e dei fattori contestuali, ambientali e personali. Il servizio sociale supera inoltre la logica del bisogno assistenziale e agisce con un’idea interattiva e multifattoriale, con uno sguardo complessivo sulla persona, tenendo conto non solo degli aspetti oggettivi legati al suo funzionamento e alle sue potenzialità, ma anche di quelli soggettivi, quindi delle sue attese e dei suoi desideri, delle opportunità, di scelta, di partecipazione, di autonomia.

Le fasi principali del percorso del disabile sono: l'accesso e la presa in carico, che avvengono attraverso le porte di accesso al sistema: i Punti insieme e il Segretariato sociale;  la valutazione, la definizione del progetto di vita, il monitoraggio e la valutazione in itinere. Il progetto di vita, a partire dal profilo funzionale della persona, dai bisogni e dalle legittime aspettative, individua il ventaglio di possibilità, servizi, supporti e sostegni, formali e informali, che possono permettere alla persona di migliorare la qualità della propria vita, di sviluppare tutte le sue potenzialità, di poter partecipare alla vita sociale, di vivere in condizioni di pari opportunità rispetto agli altri.

La fase valutativa, che definisce il progetto di vita, è realizzata dalla UVM Disabilità, un’equipe multidisciplinare della Zona/Distretto/Società della Salute. Il progetto di vita è realizzato attraverso  risorse economiche, strumentali, professionali e umane, sia pubbliche che private, ovvero con il budget di salute, costituito dall’insieme di opportunità che la UVM Disabilità ha a disposizione per la realizzazione del progetto di vita della persona.  In questa fase si inseriscono in maniera determinate la famiglia, il privato sociale, il volontariato e tutte le associazioni, in grado di favorire il miglioramento delle condizioni ambientali della persona.

L’Azienda USL Toscana nord ovest partecipa, con la Società della Salute della Valdera insieme alla Lunigiana, alla sperimentazione regionale per l’utilizzo del nuovo strumento organizzativo-gestionale del budget di salute all’interno dei percorsi di presa in carico delle persone con disabilità. Nell’Azienda Usl Toscana nord ovest è stato anche costituito un organismo collegiale e multidisciplinare per seguire il processo in atto, coordinato dal direttore del Dipartimento dei Servizi Sociali, Non Autosufficienza e Disabilità; a livello di  ciascuna Zona/Distretto/Società della Salute è quindi istituita  l’UVM Disabilità, quale equipe stabile e dedicata, composta da un medico delle Cure Primarie, un infermiere, un fisiatra e un assistente sociale che operano nell'area della disabilità, con l’integrazione del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta della persona e dalle professionalità specialistiche aziendali necessarie. Il lavoro dell’UVM disabilità si realizza attraverso schede di valutazione multidimensionali, a garanzia dell’omogeneità dei percorsi.

Nel dibattito a conclusione dell'incontro è emersa l'esigenza tra i rappresentanti delle associazioni di giungere al superamento delle attuali suddivisioni di competenze tra i professionisti delle varie istituzioni locali, affinché la presa in carico del disabile sia totale e integrata.Concetto ripreso anche dalla dottoressa Guglielmi che si è detta favorevole al raggiungimento di un'unica regia istituzionale per i disabili e per le loro famiglie,  che permetta una migliore e sempre più completa presa in carico dell'assistito. (sdg)