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Forte dei Marmi - "Creatività artistica e disturbo bipolare nei compositori e nelle loro opere"

"Creatività artistica e disturbo bipolare nei compositori e nelle loro opere". Se ne parla a Forte dei Marmi, Villa Bertelli, venerdi 16 febbraio 2018, ore 15. Interverranno il professor Mario Di Fiorino, primario di psichiatria all’ospedale Versilia, Maria Luisa Figueira, Giulio Perugi. Al piano il maestro Jozef Fehnrir Pjetri.

Il convegno riprende un tema classico quello del rapporto tra creatività e Disturbo Bipolare. La prof. Maria Luísa Figueira, Direttore emerito del Dipartimento di Psichiatria della Facoltà di Medicina dell’Università di Lisbona, era già stata intervistata anni fa da Romano Battaglia nel Teatro di Torre del Lago. Questa volta il prof. Mario Di Fiorino, primario della Psichiatria dell’Ospedale Versilia, per rendere più suggestivo l’incontro ha voluto coinvolgere un brillante pianista, il maestro Jozef Fehnrir Pjetri. Così la conferenza prenderà l’avvio ancora con la suggestione delle note della sonata, composta da Robert Schumann, prima del tentativo di suicidio.

La prof Figuiera parlerà delle vita di Schumann, affetto dalla malattia bipolare , il ricovero in Ospedale Psichiatrico, dove morirà a 46 anni. L’intreccio tra creatività, malattia e produttività artistica sembra incarnarsi nella figura del grande compositore tedesco emblema della musica del Romanticismo, di cui la Figueira ha analizzato la produttività nelle diverse fasi della malattia. Dietro il successo e la produzione artistica di musicisti come Robert Schumann sembra esservi una forte instabilità del temperamento, fino ad un vero e proprio disturbo bipolare, caratterizzato dall’alternanza di periodi di esaltazione e di malinconia. Schumann si accosta giovanissimo alla poesia, alla letteratura e alla musica ma la sua vita è costellata di eventi sfortunati, forse determinanti per la sua salute psichica: vive la tragedia delle morti della cognata Rosalie e di un fratello per tubercolosi, viene colpito dalla malaria, un incidente gli provoca la paralisi di alcune dita della mano destra, lo costringe ad interrompere la brillante carriera di musicista e lo induce a dedicarsi alla composizione. Nel 1833 Schumann ha la prima grave crisi che lo porta, come racconta lui stesso nei suoi scritti, “sul punto di attentare”alla sua vita. È stupefacente, fa notare Figueira, come pochissimo tempo prima di questa crisi, accompagnata da eccessi sessuali ed abuso di alcool, Schumann in un getto di creatività componga in soli cinque giorni l’opera “Impromptus sur une Romance de Clara Wieck”. Ma il periodo più creativo e produttivo per il compositore, prosegue Figueira, è il biennio 1834-35: è del 1835 infatti il suo secondo indiscusso capolavoro, Carnaval op.9. In questi anni, in cui conduce una vita dissoluta, smodata nei comportamenti e nell’abuso alcolico, lo stesso Schumann riconosce, in una lettera alla madre, il “valore terapeutico” della creatività: “gradualmente, attraverso il duro lavoro, torno alla vita”. La Sonata in la minore per Pianoforte e Violino Op.105 fu scritta nel 1851: opera matura e insieme enigmatica, per il rifiuto degli svolgimenti consequenziali sostituiti da procedimenti compositivi più immediati che seguono gli impulsi e l’urgenza delle idee. Ne risulta una scrittura intrisa di autentica poesia, non disgiunta da momenti autoreferenziali di difficile comprensione per l’accostamento di stati d’animo fortemente contrastanti senza logica apparente. La sonata mette in luce gli aspetti più incomprensibili della complessa personalità di Schumann con la intensità espressiva sconvolgente che richiama le atmosfere dello stato misto.

Di Fiorino affronterà il tema della malinconia e dell’esaltazione maniacale, ripercorrendo un suo libro ”The Figures of Melancholy and Mania” sul contributo della cultura europea durante il Medioevo e il Rinascimento alle concezioni di malinconia, mania e temperamento.

Il prof. Giulio Perugi, dell’Università di Pisa tratterà el rapporto tra malattia mentale e creatività. “I più grandi fra i beni giungono a noi attraverso la follia, che è concessa per un dono divino”; uno di questi doni, di cui parla Platone nel “Fedro”, è la creatività.

Per partecipare alla conferenza, con crediti ECM per medici, psicologi e infermieri, è necessaria l’iscrizione (ingresso gratuito). Contattare Alessandro Del Debbio.