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Medicina dello Sport di Lucca: protocollo innovativo per i casi di doping

 

Lucca, 24 gennaio 2018 – Un problema con cui il mondo dello sport, e soprattutto il ciclismo, deve purtroppo confrontarsi è quello del ricorso a sostanze dopanti da parte degli atleti.

Indipendentemente dalle considerazioni di natura etica o legale che scaturiscono da questo fenomeno, è indiscutibile che l’antidoping, cioè l’insieme di analisi volte a smascherare l’utilizzo di sostanze e pratiche illecite, rappresenti un valido strumento per la tutela della salute dell’atleta oltre che un importante deterrente.

Nel mondo scientifico, già da diversi anni, è in atto un nuovo indirizzo strategico nelle analisi antidoping, ovvero il passaggio dall’identificazione diretta di sostanze proibite nei fluidi biologici degli atleti alla rilevazione di anomalie di marcatori indiretti che indicano un possibile ricorso a sostanze o pratiche dopanti. Viene quindi superato il  tipico  approccio  basato sull’individuazione diretta  della  sostanza  proibita  o  di  un suo metabolita, ma si cerca di evidenziarne indirettamente gli effetti. A tal proposito già a partite dal 2009 l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) in collaborazione con l’Agenzia Mondiale Anti-Doping (World Anti-Doping Agency, WADA) ha introdotto il cosiddetto “passaporto biologico dell’atleta”.

Proprio nell’ottica di tutelare e salvaguardare la salute dei propri atleti e contrastare l’eventuale ricorso all’utilizzo di sostanze o pratiche dopanti, a partire dalla stagione 2015 il team di ciclismo professionistico su strada Southeast, ora Wilier Triestina-Selle Italia, si è affidato alla struttura di Medicina dello Sport di Lucca per adottare un  nuovo programma che prevede una serie aggiuntiva di analisi del sangue che vanno a integrare i controlli già previsti dalle normative sportive internazionali.

Il team Wilier Triestina-Selle Italia che da anni partecipa a livello internazionale a gare prestigiose, tra cui ovviamente il Giro d’Italia, vuole così dare un chiaro segnale che la squadra è impegnata in prima linea nella lotta contro il doping.

Il protocollo di esami è stato elaborato dal dottor Carlo Giammattei e dai suoi collaboratori  della Medicina dello Sport di Lucca, inserita nel Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda USL Toscana nord ovest diretto dalla dottoressa Ida Aragona, ed è stato concordato con la Cycling Antidoping Foundation. Per ogni singolo corridore è previsto un programma di analisi di sangue a cadenza mensile, con due obiettivi principali: monitorare lo stato di forma e di salute dell’atleta in ogni periodo dell’anno e verificare  l’eventuale insorgenza di variazioni biologiche che potrebbero far sospettare l’uso di sostanze illecite per il miglioramento della prestazione sportiva.

Tutto questo è stato reso possibile dalla standardizzazione delle operazioni di prelievo effettuate dal personale infermieristico del servizio e dall’accuratezza delle metodiche analitiche e della professionalità del personale della struttura di Analisi Chimico-Cliniche di Lucca, diretta dal dottor Romano Mattei, che ha la certificazione di sistema di gestione per la qualità e che è anche accreditata dalla Unione Ciclistica Internazionale.

Attraverso questi  controlli  periodici viene definito per ogni ciclista il profilo longitudinale di alcuni parametri biologici di riferimento, come ad esempio emoglobina, ematocrito, reticolociti, testosterone, cortisolo, ecc.

In pratica, per ciascun atleta si cerca di realizzare un profilo biologico individuale longitudinale, in cui le variazioni nei marker biologici di riferimento non sono più quelle inter-individuali (valori limiti validi per tutti), ma intra-individuali, ossia quelle che possono manifestarsi nel corso del tempo nell’assetto ematico del singolo individuo. In questo modo, anche senza l’individuazione diretta di sostanze dopanti,  possono essere messe in evidenza variazioni non fisiologiche dei vari parametri emato-chimici che possono fornire informazioni ai clinici.

Grazie a questa iniziativa, la Medicina dello Sport di Lucca diventa sempre di più un punto di riferimento per gli sportivi a livello regionale ed anche nazionale.

La struttura lucchese non si occupa comunque di eseguire indagini ed esami soltanto su sportivi professionisti, ma offre gli stessi servizi anche a chi pratica attività sportiva dilettantistica ed amatoriale, dando la possibilità a tutti di eseguire accertamenti ematochimici e di richiedere informazioni sul corretto uso di farmaci ed integratori alimentari ed anche sulle modalità di richiesta alle varie federazioni sportive delle  esenzioni terapeutiche, nel caso sia necessario utilizzare farmaci che contengono sostanze considerate dopanti. L’obiettivo principale è dunque quello di promuovere  l'idea di uno “sport pulito” come veicolo per il mantenimento di un buon stato di salute psico-fisica.

 (sdg)